Il Trasportatore Padroncino: una Professione ricca di Insidie

I pericoli sono sempre dietro l’angolo, diffida dalle soluzioni “troppo semplici”.

Ci sono professioni che sono semplici e prive di rischi, altre che sembrano tali, ma in realtà nascondono molti problemi o addirittura pericoli.

Spesso, anche la professione del trasportatore padroncino ( con furgone) appartiene purtroppo alla seconda categoria, vediamo perché.

Il padroncino “self made man”.

 

Trasportatore padroncino

Trasportatore padroncino

Chi sceglie di intraprendere questa carriera, di solito, è una persona che ama guidare e viaggiare, alla quale piace vivere “on the road”. Pensa che, siccome praticamente tutte le aziende del mondo hanno necessità di effettuare consegne e trasporti, (spesso non solo locali, ma anche dedicati urgenti nazionali e internazionali) il lavoro non mancherà di certo e sarà anche appagante sotto l’aspetto economico.

Per cui investe nell’acquisto di un mezzo proprio, per esempio un furgone (boxato o centinato) nonostante i debiti che dovrà quasi certamente fare inizialmente.

Dopo questi primi passi, il padroncino inizia con la fase che ritiene più semplice e cioè la parte commerciale.

Inizia a cercarsi clienti da solo e, siccome si dimostra bravo, economico e disponibile, ne trova subito alcuni ( normalmente quelli della sua zona ).

Crede così di aver raggiunto il suo obiettivo e si sente ripagato di tutti gli sforzi e i sacrifici fatti, lavora con clienti propri, viaggia molto, riceve complimenti.

I trasporti che le aziende gli affidano sono in continuo aumento e decide di mettersi a disposizione completa dei clienti non solo per trasporti standard, ma anche in caso di emergenza quando i clienti richiedono servizi espressi o soluzioni logistiche critiche perché
– intravede ampie possibilità di crescita e guadagno
– ha il timore che dire di no a qualcuno possa significare perdere quel cliente.

Houston, abbiamo un problema!

Dopo poco tempo, il padroncino imprenditore, crede di aver ottenuto lavoro a sufficienza e crede di poter svolgere la sua attività in totale autonomia ma ecco che arrivano i primi problemi. Il trasportatore scopre che il suo lavoro non si limita solo a condurre un mezzo.

– deve fare i conti alla fine mese
– ha delle spese da sostenere
svolge funzioni di ragioniere oltre che di autista

Tra lo stress, la stanchezza, i debiti, va in totale confusione e si accorge di alcuni errori nelle fatture, di ritardi nei pagamenti, nella fatturazione scopre di non aver tenuto conto di situazioni extra come mancata presa, mancato scarico, deviazioni varie e chilometri percorsi a vuoto.

Si fida di quel che gli dicono i clienti ma resta convinto di aver sbagliato qualcosa.

Il padroncino chiama i clienti avanzando richieste, dicendo che i prezzi vengano rivisti, che si è dimenticato di aggiungere delle voci in fattura, che un determinato pagamento non è stato versato oppure è in ritardo.

Con i clienti diretti poco seri succede però che il padroncino venga “rimbalzato”da un ufficio all’altro, invitato a richiamare, qualcuno gli risponde che (in buona fede o meno) quelle variazioni richieste a loro non risultano, che il preventivo non si può modificare.

I furbi ci sono ovunque, e così il padroncino vede svanire i propri sogni e i propri guadagni.

Richieste non accettate= contenzioso= perdita di lavoro e denaro.

Pensa che quando i clienti e gli spedizionieri gli chiedevano di fare i salti mortali lui è sempre stato disponibile, ha guidato per lunghi periodi mettendo in pericolo se stesso, il proprio mezzo e gli altri. Per gestire un’emergenza ha pagato di tasca propria il carburante per effettuare deviazioni all’ultimo minuto, ha speso un sacco di soldi in chiamate per avvertire persone sempre irreperibili. Era molto disponibile, forse troppo, e ora si trova davanti un muro.

Come avrebbe potuto evitare tutto questo?

1. evitando la parte commerciale e non dovendosi preoccupare di gestire autonomamente i clienti
2. nella scelta dell’agenzia, lavorando con quella giusta.

Quella giusta è un partner che:
– prende nota e tiene traccia scritta delle specifiche di ogni trasporto per suo conto
tiene informati i clienti (mentre lui pensa solo a guidare) sullo stato di arrivo della merce
cura il rapporto con le banche e con il commercialista
tiene accurata nota dei viaggi fatti e dei servizi resi (km percorsi, varianti in corso d’opera, attese al carico e scarico) per procedere ad una fatturazione completa e non perdere soldi a causa di dimenticanze.

Quella giusta fa in modo che:
i tempi di pagamento si riducano e regolarizzino.
il padroncino non debba perdere tempo a doversi cercare clienti che poi si rivelano inaffidabili (e se lo diventano, Si Express stessa supporta ritardi di pagamento o addirittura fallimenti senza ripercussioni sul padroncino.)
– un serissimo staff operativo gestisca la parte amministrativa e operativa del lavoro del padroncino.
Chi sceglie di intraprendere questa carriera, questo viaggio, deve prima di tutto potersi fidare di chi
lavora con lui per evitare che un sogno si trasformi presto in un rischio, o peggio in un incubo.

 

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